Pubblicato il: 3.9.2026
Del dott. Jürgen Bühler, presidente dell’ICEJ
Una svolta storica!
Il tema della Festa di quest’anno, «Il Signore ruggisce da Sion», è tratto da Gioele 3:16 e segnala una svolta storica che nessun cristiano dovrebbe ignorare. Questa svolta è il contesto in cui si inserisce questa potente dichiarazione profetica. I passaggi precedenti culminano in due eventi fondamentali di grande rilevanza per i nostri giorni. Questi due eventi segnano un bivio nella storia mondiale e una nuova fase nei disegni di Dio.
Risveglio spirituale
Il primo evento è descritto in Gioele 2:28–32. Si tratta di un periodo straordinario di grazia e di effusione dello Spirito Santo: «… e riverserò il mio Spirito su ogni carne…» e «… chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato».Questo preannuncia un periodo di risveglio spirituale a livello globale che avvenne già nel Giorno di Pentecoste, nel secondo capitolo degli Atti. Pietro comprese di essere testimone dell’inizio di questa effusione e dichiarò con coraggio: «… questo è ciò che fu predetto dal profeta Gioele…» (tradotto dalla versione inglese di Atti 2:16–23 / versione ESV in tutto il testo quando tradotto dall’inglese, altrimenti NR N.d.T.).
Anche oggi ci troviamo nel mezzo di una potente effusione dello Spirito Santo, forse la più grande della storia. Ha avuto inizio con i centri di risveglio spirituale tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo in America e in Europa, per poi affermarsi come movimento globale attraverso il Risveglio di Azusa Street a Los Angeles. Questo risveglio pentecostale-carismatico è diventato rapidamente il movimento cristiano in più rapida crescita e ha avuto un grande impatto sulle missioni mondiali.
Negli ultimi 120 anni, il Vangelo ha raggiunto letteralmente ogni nazione del mondo. Sebbene molti gruppi etnici possano ancora non disporre di una presentazione completa del Vangelo o di Bibbie nella propria lingua, queste stanno arrivando rapidamente. Recentemente ho appreso che i traduttori della Bibbia che utilizzano la tecnologia dell’intelligenza artificiale potrebbero essere in grado di tradurre le Scritture in ogni lingua della terra entro il 2030.
Ciò ci ricorda le parole di Gesù secondo cui «questo Vangelo del Regno sarà proclamato come testimonianza […] a tutte le nazioni (ethnos in greco) e allora verrà la fine» (Matteo 24:14). Non sappiamo esattamente quando questo fattore chiave potrà innescare la venuta del Signore, ma viviamo sicuramente in una generazione in cui questo obiettivo sta diventando molto più realistico.
Il ritorno degli ebrei in Israele
Il secondo grande evento che Gioele prevede prima del ruggito del Signore è la restaurazione di Israele. «Poiché ecco, in quei giorni e in quel tempo, quando io restaurerò le sorti di Giuda e di Gerusalemme…» (tradotto dalla versione inglese di Gioele 3:1 N.d.T.).
Il profeta non ci fornisce qui molti dettagli sulla natura di questa restaurazione. Ci viene semplicemente detto che Dio restaurerà le sorti del Suo popolo. Ma sappiamo da altri profeti cosa comporterà la restaurazione di Israele. Tutti i profeti, a cominciare da Mosè, hanno parlato del ritorno di Israele nella propria Terra (cfr. Deuteronomio 30:4–5; Geremia 29:14; Amos 9:15; ecc.). Ciò implica il ritorno degli ebrei dai quattro angoli del mondo nella loro Terra, come stiamo vedendo oggi.
Questo raduno comprende anche un rinnovamento fisico della Terra stessa. Ezechiele ne parla ampiamente nel capitolo 36. Egli profetizza alla terra, ai campi, alle montagne e persino agli alberi, annunciando una nuova stagione di rigenerazione. La Terra di Israele oggi è davvero un miracolo agricolo. Una terra che per secoli è stata desolata e arida sta ora diventando verde ovunque. In Israele sono stati piantati oltre 250 milioni di alberi e la tecnologia agricola israeliana viene esportata in tutto il mondo, offrendo ai paesi aridi una nuova prospettiva sull’agricoltura.
Mosè dichiara che, una volta che ciò accadrà, Dio renderà Israele «più prospero e numeroso dei vostri padri». L’Israele di oggi è un miracolo economico. Recentemente ho chiesto a un capo economista di una grande istituzione israeliana perché, in tempo di guerra, le azioni israeliane abbiano registrato un aumento di valore, lo shekel si sia rafforzato più che mai e l’economia sembri in forte espansione, nonostante gran parte della forza lavoro fosse impegnata nel servizio militare. Lui ha sorriso e ha detto: «Onestamente non lo so. È in contraddizione con tutto ciò che ho imparato all’università». Senza dubbio, Dio ha riportato alla prosperità il popolo ebraico nel corso dell’ultimo secolo.
Nazioni nella Valle della Decisione
Tuttavia, questo periodo entusiasmante per Israele è anche un momento di decisione per le nazioni. La grande decisione di questi ultimi giorni riguarda la nostra posizione nei confronti del popolo di Dio. È una valle della decisione in cui tutti devono fare i conti con ciò che Dio sta facendo in Israele.
È in questo contesto che il Signore ruggisce. Oggi assistiamo alla diffusione globale del Vangelo, alla restaurazione di Israele e alle nazioni che prendono posizione riguardo a Israele. Non sappiamo per quanto tempo il Signore tarderà, ma sappiamo che è tempo di agire.
Mia moglie Vesna mi ha recentemente fatto notare il Salmo 22, uno dei più grandi salmi messianici. Inizia con le ultime parole di Gesù sulla croce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Salmo 22:1). Lo stesso versetto prosegue: «Perché sei così lontano dal salvarmi, dalle parole del mio ruggito?» (tradotta in italiano dalla versione inglese ESV N.d.T.). Quest’ultima parola è shagah in ebraico – la stessa parola che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha usato per denominare la recente operazione contro l’Iran: «Leone ruggente».
In altre parole, ciò implica che quando Cristo era appeso alla croce e si sentiva abbandonato dal Padre celeste, non si limitava a gemere nel mezzo delle sue sofferenze. Era un grido di grande intensità, paragonabile al ruggito di un leone. Questo ruggito scosse la terra e i cieli.
In un certo senso, questo ruggito del Leone di Giuda risuona da 2000 anni, e il messaggio che esso trasmette è: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato». È il messaggio senza tempo di Paolo, che egli proclamò ai suoi ascoltatori ad Atene: «Dio, senza tener conto dei tempi dell’ignoranza, ora comanda a tutti gli uomini, ovunque, di ravvedersi…» (tradotto dalla versione inglese Atti 17:30).
È il ruggito che raduna la Sposa di Cristo in tutto il mondo, come descritto in Apocalisse 7:9: «una folla immensa che nessuno poteva contare, proveniente da ogni nazione, tribù, popoli e lingue…». È una Chiesa globale che ha risposto al ruggito del Leone di Giuda. Viviamo ancora in un tempo di grazia. È ancora giorno, è ancora possibile lavorare per le anime. Ma Gesù avverte anche di una notte imminente in cui nessuno potrà operare (Giovanni 9:4).
Un regno inamovibile
Il risultato finale del ruggito che Gioele udì riveste grande importanza per gli ultimi tempi. Come conseguenza di questo ruggito proveniente da Sion, «i cieli e la terra tremeranno» (Gioele 3:16). Il suo ruggito provocherà uno scuotimento globale che si farà sentire sulla terra e persino nel regno celeste. Anche i libri di Ebrei e di Aggeo descrivono un potente sconvolgimento negli ultimi giorni che coinvolgerà «non solo la terra, ma anche i cieli» (Aggeo 2:7, 21; Ebrei 12:25–29).
Per Aggeo, questo sconvolgimento preannuncia un’era di gloria degli ultimi giorni che si manifesterà nel tempio di Dio, ma anche un tempo in cui Dio giudicherà le nazioni. La Lettera agli Ebrei lo descrive come Dio che scuote le cose che possono essere scosse, «affinché rimangano quelle che non possono essere scosse» (Ebrei 12:26–29). L’autore della Lettera agli Ebrei non si rivolge ai non credenti con un ultimo monito a pentirsi; piuttosto, esorta la Chiesa a costruire su fondamenta solide.
Le cose che possono essere scosse potrebbero comprendere numerosi aspetti. Ad esempio, i nostri beni terreni o le nostre basi finanziarie, o persino le nostre pratiche religiose che non hanno origine dalla volontà e dalla potenza di Dio.
Nel corso della storia, Dio ha spesso scosso le strutture finanziarie ed economiche del nostro mondo. Charles Spurgeon affermò che esse non sono altro che un “castello di carte” che può crollare facilmente.
Pertanto, la Parola di Dio ci esorta a costruire sulle fondamenta che non possono essere scosse. In breve, ciò significa fare la volontà di Dio e investire nel nostro rapporto con Lui. Come genitori, significa investire nella vita spirituale dei nostri figli e, naturalmente, nelle persone che ci circondano.
Il motivo è semplice. Questo sconvolgimento finale porrà fine alla struttura del mondo così come la conosciamo, ma lascerà intatto il Regno, che non può essere scosso. O, come vide Giovanni nell’Apocalisse: «I regni di questo mondo sono diventati i regni del nostro Signore e del Suo Cristo, ed Egli regnerà nei secoli dei secoli!» (tradotto dalla versione inglese Apocalisse 11:15 N.d.T.).
Questo è un invito per tutti noi a costruire la nostra vita su fondamenta sicure e a perseguire le giuste priorità nella nostra esistenza. Abramo fu un grande esempio di questo cammino di fede. Ovunque vivesse, piantava una tenda provvisoria, pronto a seguire la chiamata di Dio ogni volta che Egli lo chiamava ad andare. Allo stesso tempo, ovunque Abramo andasse, costruiva un altare duraturo di pietra per adorare Dio (Genesi 12:8; 13:3, 18). Ecco perché la sua fede rimase salda come una roccia fino alla fine, ed egli viene chiamato il «Padre della fede».
La voce profetica che si manifesta
Il ruggito del Leone è Dio che parla in questi ultimi giorni. È la manifestazione della Sua parola profetica per questa generazione. Il profeta Amos dichiara: «Il leone ruggisce, chi non temerà? Il Signore, DIO, parla, chi non profetizzerà?» (Amos 3:8).
Il ruggito del Signore significa anche il manifestarsi di una voce. Diversi passaggi dell’Apocalisse sembrano indicare che ci sarà un nuovo manifestarsi del ministero della profezia nella Chiesa negli ultimi giorni, e che questo sarà uno dei modi principali con cui Dio comunicherà con la Chiesa. In Apocalisse 19:10 leggiamo che la testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia. In Apocalisse 22:6, Dio si identifica come «Dio degli spiriti dei profeti». E l’angelo che parla all’apostolo Giovanni gli chiede di non adorarlo, poiché egli è un «compagno di servizio con te e con i tuoi fratelli, i profeti» (tradotto dalla versione inglese di Apocalisse 22:9 N.d.T.).
Preghiamo affinché questa “testimonianza di Gesù” si manifesti in modo più chiaro che mai; affinché Dio susciti nella Chiesa voci profetiche che non siano semplicemente “profeti da tempo sereno”, come ho scritto nell’ultimo numero, ma profeti che vedano la gloria finale e anche lo scuotimento che avverrà per rivelare le cose che non possono essere scosse.
Un flusso di guarigione da Sion
Infine, il ruggito del Signore da Sion indica che si sta dispiegando una nuova era nei propositi eterni di Dio. Significa che l’era attuale di questo mondo sta svanendo e che ci stiamo muovendo verso una nuova era messianica definita dal «Signore che dimora a Gerusalemme» (Gioele 3:17, 21). La Sua presenza tornerà a Sion, e la restaurazione di Israele vedrà una completa restaurazione fisica e spirituale che eclisserà tutto ciò che è venuto prima.
Gioele vede addirittura un fiume sgorgare da Gerusalemme che scorrerà fino alla “Valle di Sittim” (Gioele 3:18). Ciò si riferisce al versante occidentale del fiume Giordano che sfocia nel Mar Morto. Questa regione è generalmente identificata come l’area in cui Acan commise il peccato e attirò il giudizio su tutto il popolo d’Israele. Dio sta trasformando questo luogo di fallimento in un giardino di benedizione.
Osea 2:15 dichiara che questa valle di Acor, di giudizio e di fallimento, diventerà una porta di speranza (petach tikva in ebraico). Ezechiele prevede che il Mar Morto sarà risanato grazie a un torrente proveniente da Gerusalemme, diventando un mare con «molte specie di pesci» e un luogo per i pescatori (Ezechiele 47:1–12). E, cosa più importante, Zaccaria vide il torrente come una fonte che sarà aperta «per la casa di Davide e per gli abitanti di Gerusalemme, per purificarli dal peccato e dall’impurità» (Zaccaria 13:1).
Ovunque scorra questo fiume, porterà restaurazione, guarigione e perdono. Il motivo è semplice: «perché l’acqua sgorga dal santuario» (Ezechiele 47:12). Questo ci riporta nuovamente alla Festa dei Tabernacoli. L’ultimo giorno della Festa, Gesù dichiarò che tutti coloro che credono possono diventare una fonte di acqua viva per le persone che li circondano. Ciò significa che questa benedizione profetica è già disponibile ora per te e per me.
Ascoltate il ruggito del Signore!
In conclusione, credo che molti sentiranno il ruggito del Signore nei nostri tempi. Non è solo il momento di comprendere i segni, ma anche di rispondere. È una chiamata a compiere uno sforzo finale per predicare il Vangelo, portando il messaggio che “Gesù è Re” in ogni angolo della terra.
È anche il momento di chiarire la nostra posizione nei confronti di Israele. Israele è il popolo eletto di Dio e il suo possesso eterno, e noi siamo chiamati a stare al fianco del popolo che ci ha dato il Messia e la Parola di Dio. Lo dobbiamo a loro.
È anche il momento di costruire su fondamenta solide nella nostra vita personale e di stabilire le giuste priorità. Infine, è il momento di aspettarci che un nuovo spirito profetico si manifesti tra noi. È tempo di prepararci alla venuta del Re e di attendere con trepidazione il Suo arrivo. Prego affinché possiate udire il Signore che ruggisce da Sion.