Pubblicato il: 15.10.2025
Di David Parsons, Vicepresidente Senior e Portavoce dell’ICEJ
L’Ambasciata Cristiana Internazionale di Gerusalemme (ICEJ) ha appena concluso con grande successo la celebrazione della Festa dei Tabernacoli a Gerusalemme, proprio mentre Israele accoglieva a casa gli ultimi 20 ostaggi ancora vivi, liberati dalla cattività di Hamas a Gaza. Il tempismo sembra essere stato preordinato dal cielo, poiché molti dei nostri pellegrini giunti alla Festa, che per due interi anni hanno fedelmente pregato con noi online per il rilascio dei rimanenti ostaggi, sono effettivamente stati qui per testimoniare ed assistere al loro gioioso ritorno al fianco del popolo di Israele.
Lunedì sera, proprio all’inizio della Festa, mentre la luna piena sorgeva sull’oasi nel deserto di Kfar HaNokdim, stavamo dichiarando dal palco la nostra fiducia che l’ultimo gruppo di ostaggi israeliani vivi sarebbe tornato sano e salvo a casa prima della fine di Sukkot. Le aspettative hanno continuato presto a crescere per tutta la settimana, mentre emergevano notizie di una svolta nei negoziati per un cessate il fuoco a Gaza.


Giovedì, la nostra marcia per Gerusalemme si è conclusa con una veglia di preghiera al Rose Garden, dove oltre 2.000 cristiani provenienti da 75 nazioni hanno interceduto con zelo per gli ostaggi a poche centinaia di metri dal luogo in cui il governo israeliano si stava riunendo nell’ufficio del Primo Ministro per esaminare e approvare la prima fase del piano di pace di Trump per Gaza.
Nel giro di pochi giorni, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe raggiunto Israele per rivolgersi alla Knesset, dove avrebbe affermato la vittoria di Israele nella guerra durata due anni e rassicurato la nazione ebraica che tutti gli ultimi ostaggi rimasti in vita a Gaza sarebbero tornati a casa proprio in quello stesso giorno. In effetti, sono stati tutti liberati entro il tramonto di lunedì, proprio mentre terminava la settimana di Sukkot e iniziava la festa di Simchat Torah, esattamente due anni dopo, secondo il calendario ebraico, l’orribile invasione terroristica del 7 ottobre 2023.
Quel giorno una numerosa delegazione di pellegrini della Festa si è recata nella Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv per unirsi ai festeggiamenti, mentre altri rimasti in Terra Santa si sono recati al Muro Occidentale a Gerusalemme a ringraziare il Signore per aver esaudito le nostre preghiere e averli riportati a casa.
“Dopo 738 giorni di guerra e tanto dolore e incertezza, lunedì è stato un momento davvero storico per Israele e per tutti coloro che amano questa nazione,” ha detto il Presidente dell’ICEJ, il Dr Jürgen Bühler. “Con il ritorno in sicurezza in Israele di tutti gli ostaggi rimasti in vita e la visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Gerusalemme, abbiamo assistito a quella che si spera sarà la fine della guerra a Gaza! Si tratta di un’occasione significativa, alla quale ci avviciniamo con profonda gratitudine, sollievo e gioia davanti al Signore.”
Ciò non significa che i nemici di Israele abbiano rinunciato a combattere, quindi i cristiani dovranno rimanere sulle mura della sua difesa con incessante sostegno e preghiera. Nutriamo anche serie preoccupazioni per le prossime fasi del piano globale di Trump per la ricostruzione di Gaza, che senza dubbio sarà pieno di colpi di scena. Ma in questo momento c’è grande motivo di gioia fra le tende dei giusti, poiché Dio ha esaudito le nostre preghiere affinché gli ultimi ostaggi israeliani tornassero a casa.